Faq2018-09-10T15:14:08+00:00

Faq

Le domande più frequenti dei nostri clienti.

La sua composizione strutturale unisce materiali naturali più duri come la sabbia silicea e quarzo (che è uno dei minerali più duri e esistenti in natura) per circa il 94% e resine strutturali poliesteri per circa il 6%.
Il risultato è un materiale duro e resistente, quasi paragonabile al diamante, inattaccabile dai liquidi (0,015%) e assolutamente innovativo.
Le caratteristiche specifiche dell’agglomerato di quarzo, fanno si che sia resistente a graffi e abrasioni, agli urti e detergenti domestici più comuni ed è inoltre igienico; quindi per questo è preferibile ad un piano di marmo.
Sì, certamente. L’assenza di pori e la sua impermeabilità impediscono la proliferazione di germi e batteri, rendendolo così un materiale igienico.
Essendo l’agglomerato di quarzo un materiale inassorbente, impedisce la prolificazione di germi e batteri, anche per questo è particolarmente adatto in cucina sulle superfici dove si preparano gli alimenti. Non è quindi dannoso per la salute.
Sì, si rovinerebbe sicuramente. Nonostante sia un materiale che può resiste ad elevate temperature è consigliabile proteggerlo con sottopentole per evitare il contatto diretto, in quanto appoggiare su queste superfici oggetti surriscaldati o fiamme potrebbe provocare macchie permanenti dovute alla bruciatura della resina , o peggio, rotture dovute allo shock termico.
Oltre alla superficie lucida o opaca è possibile avere altre finiture in base al materiale richiesto.
Le misure delle lastre in agglomerato variano a seconda dell’impianto che il produttore utilizza. Mediamente misurano 300 x 140 cm. Per quanto riguarda lo spessore le lastre classiche vanno da 1,2 cm, 2 cm e 3 cm. E’ possibile comunque tramite particolari tecniche di incollaggio avere gli spessori che i clienti richiedono 4cm, 5cm, 6cm, ecc… La perfezione della lavorazione (taglio e incollaggio) rende praticamente invisibile la giunzione. Gli spessori maggiori vengono supportati utilizzando un materiale resistente ma leggero come poliuretano espanso ad alta densità o profilati in alluminio.
No, non è possibile perchè gli agglomerati vengono prodotti in lotti. Spesso a magazzino è possibile avere lastre simili tra loro ma non perfettamente uguali.
Si, è possibile, quando c’è la necessità di affiancare due pezzi e questi non hanno lo stesso spessore, si ricorre alla calibratura in laboratorio, in questo modo si risolve il problema della differenza di spessore tra le lastre che può essere di 1 o 2 mm (normalmente tollerato).
No, assolutamente no, certi prodotti potrebbero rovinare la lucidatura originaria del materiale. Anzi, per quanto riguarda la pulizia del piano è sconsigliato usare detergenti contenenti candeggina o a PH basico, acido fluoridrico, soda caustica. Si suggerisce di pulire queste superfici con un panno morbido inumidito d’ acqua e detergenti neutri; per le macchie più persistenti si possono usare detersivi un po’ più aggressivi a base acida.
E’ previsto un trattamento idrorepellente solamente in lastre non lucide. L’agglomerato di quarzo lucido non necessita di questo tipo di trattamento in quanto è già naturalmente impermeabile.

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